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Il Punto vs Mignogna – atto II
25 lug
Come anticipato nei commenti, e’ uscito ormai da alcuni giorni il nuovo numero de “Il Punto”, periodico del Partito Democratico di Bologna. Ero curioso di sapere se il giornale si sarebbe ancora occupato della “questione Mignogna”, soprattutto in merito alle accuse sulla paternita’ de “Se vuoi il mio posto prendi anche il mio handicap”.
Ebbene si’, al corsivo del precedente numero ora segue uno spazio interamente dedicato alla risposta di Daniela Mignogna che, questioni politiche a parte, precisa la realta’ dei fatti in merito all’iniziativa sui posti auto per disabili, come gia’ lei stessa e molti altri sostenitori avevano fatto nel gruppo di Facebook, su L’Idea e qui su Rastignano.net.
Certamente un gesto lodevole de “Il Punto”, che pero’ diventa confuso nella risposta a seguire:
(…) Rileviamo, pero’, che nel suo articolo la consigliera Mignogna non confuta il punto centrale del corsivo pubblicato nello scorso numero del nostro giornale, tanto meno quella di essere stata candidata lo stesso giorno per due diverse formazioni politiche (…)
Ma qual era il punto centrale del corsivo contestato? Quel “tanto meno” esclude la doppia candidatura. Sulla paternita’ dei parcheggi e’ stata data risposta. Manca solo la questione sulla difficolta’ di lettura del bilancio comunale: speriamo non fosse davvero il punto centrale del corsivo, non solo perche’ occupava la miseria di 6 righe su 46, ma anche perche’ su questo argomento il dente avvelenato non ce l’ha solo Daniela Mignogna ma anche altri, come Marco Malpensi, della direzione de “L’Idea”: nell’ultimo numero del periodico dell’Associazione omonima, Malpensi ricorda che:
(…) Il nostro giornale ha, piu’ volte, messo in evidenza l’impossibilita’ di entrare nel merito della gestione del Comune utilizzando soltanto le scritture del documento ufficiale di bilancio (quello imposto dallo Stato) se non e’ accompagnato da altre informazioni a corredo; nessuno ci ha mai smentito ed i nostri suggerimenti non hanno avuto seguito. (…)
Ok. Posto che sulla questione “Se vuoi il mio posto prendi anche il mio handicap” un bel “ci siamo sbagliati” non lo leggeremo mai, ho notato un’interessante novita’: il corsivo dell’ultimo numero de “Il Punto” reca come firma “La Redazione”. Come ho scritto nel precedente articolo, uno scritto non firmato e’ automaticamente collegato all’intera redazione: notate come sia stato dato peso ad un’accusa lieve e non necessaria, rispetto a ben piu’ gravi e maldestre zappate sui piedi.
Un’autostrada in Valleverde
2 lug
Devo dei ringraziamenti al periodico L’Idea non soltanto per lo spazio che in passato mi ha offerto, ma anche per avermi dato una spinta a riprendere Rastignano.net, complice una lettera giunta nella loro redazione e che hanno pubblicato nel numero di maggio – giugno 2010.

Da sinistra a destra: parcheggio (grigio), parco (verde), edificio EdilCri (bianco), EdilPianoro (giallo chiaro e bordeaux) e preesistente (giallo).
Piccola premessa: nel ferro di cavallo formato da via Valleverde, via del Cappello e via Togliatti, EdilPianoro ed EdilCri stanno costruendo due edifici, composti rispettivamente da una cinquantina e una trentina di appartamenti ciascuno. La planimetria dell’intero progetto e’ visibile nell’immagine qui a fianco, che gia’ permette una visione di insieme che commenteramo al termine di questo documento. La lettera pubblicata da L’Idea e’ visibile cliccando qui, io ne prendero’ qualche estratto, senza snaturarne il concetto.
“Cera una volta via Valleverde, verde di alberi e di cespugli nelle case tra cui si snodava”…
Questo poetico inizio e’ fuorviante perche’ fa credere che l’intera via sia stata soggetto dei lavori, quando in realta’ sono stati coinvolti solo i primi cento metri, come una parte della lunghezza della parallela via Togliatti. L’intera via Valleverde, che e’ ancora “verde di alberi e di cespugli nelle case tra cui si snodava”, si snoda e si snodera’, e’ una via che in totale supera il chilometro di lunghezza. Inoltre nell’immagine a fianco, cosi’ come nella planimetria mostrata sopra, si nota chiaramente come l’area verra’ occupata dagli edifici per due terzi del lotto circa. Il restante terreno verra’ occupato da un parchetto, i giardini degli appartamenti al piano terra e un parcheggio lungo via del Cappello.
…”ma l’uomo vi aveva lasciato un segno di disordine per edifici abbandonati finché giunse l’amministrazione comunale per un risanamento dell’area. Sono stati tagliati gli alberi e sono state concesse licenze di costruire due brutture edilizie che rispondono agli interessi degli stessi costruttori, ma che mal si intonano con le piccole case e palazzine della via.”
Qui entra in gioco la politica, che mi trova nettamente d’accordo con il lettore, perche’ gli interessi in gioco sia del il Comune di Pianoro che dei costruttori sono molto elevati. Tuttavia e’ stato scelto il male minore, contando che poteva esserci il rischio di un’oscenita’ come il Palazzaccio che fa capolino da dietro la stazione o, ancor peggio, di rivedere edifici industriali questa volta in funzione, con chissa’ quante polemiche inquinatorie a seguire.
“Non è bastato portare in Valleverde lo smog del traffico con la costruzione dell’”autostrada” di via del Capello fino a via Buozzi senza nessun riduttore di velocità”…
Cerchero’ di essere quanto piu’ breve possibile per farvi capire l’incongruenza di questa frase con il tempo e il luogo in cui viviamo.
Innanzi tutto il collegamento con via Buozzi non e’ nuovo, ma sostituisce il precedente, che si inoltrava di 50 metri dentro a via Valleverde e portava, appunto, in via Buozzi. La nuova strada non solo assicura un collegamento piu’ sicuro e diretto con quest’ultima via, ma elimina anche il traffico tra via Valleverde e via Di Vittorio. Il lettore dovrebbe gioire per il minore smog da essa provocato e per il traffico allontanato dalle due file di case di via Di Vittorio.

Il riduttore di velocità lungo la "prima" salita di via del Cappello, per salvaguardare la striscia pedonale. Inquinante per chi sale, distruggi-auto per chi scende.
Inoltre un riduttore di velocita’ e’ completamente privo di senso: la strada e’ vietata ai pedoni e quindi senza strisce pedonali, la salita e’ molto ripida e le auto non riescono ad affrontarla ad alta velocita’, mentre nella discesa sono costrette a frenare perche’ in fondo c’e’ una rotonda. I lettore ignora che i riduttori di velocita’ servono esclusivamente per mettere in sicurezza i pedoni (e di questo ne riparleremo con un articolo su via Corelli), ma creano un enorme inquinamento. Basta vedere l’immagine qui a lato: il riduttore di velocita’ costringe le auto in salita a rallentare fin quasi a fermarsi, mettere in prima o spremere la seconda, ripartendo di forza con un non indifferente sputo di gas dai serbatoi. Uno studio della Britain’s Automobile Association riporta che a causa delle continue accelerazioni e frenate, su una strada intervallata dai rallentatori le emissioni di monossido di carbonio crescono dell’82%, mentre quelle di ossidi di azoto del 37%. Hanno sfatato poi la credenza secondo cui al diminuire dell’andatura diminuiscono proporzionalmente le emissioni: a 20 miglia orarie le emissioni sono più alte del 10% rispetto ai valori fatti registrare a 30 miglia.
“Il povero residente non sa dove andranno a parcheggiare le 80 nuove auto o come potranno circolare nelle stesse strette strade”…
Il povero residente potrebbe essere meno pigro del nostro lettore e fare una telefonata a EdilPianoro o collegarsi al loro sito web per avere una copia della piantina dell’isolato (come quella mostrata in cima all’articolo), in cui risulta chiaro il risultato finale. Oltre ai due edifici di cui sopra, ci saranno anche una sessantina di posti auto lungo via Valleverde, un’altra trentina all’interno di via del Cappello, con ingressi su Togliatti e Valleverde, e un piccolo parco che separa quest’ultimo parcheggio dagli edifici. Via Togliatti diventera’ una strada a due corsie con totale divieto di parcheggio (tranne nei due spiazzi posti alle estremita’ della via) e sara’ collegata a via Valleverde da dei camminatoi.
Il mio augurio e’ che nessuno prenda realmente sul serio quella lettera. E’ inutile girarci intorno: via Buozzi e via del Cappello saranno il fulcro del traffico che portera’ in via Corelli nei mesi a venire, ed e’ meglio che tale traffico venga dirottato su quella che il lettore chiama “autostrada” -in realta’ e’ una banale stradina a due corsie- e lasciato scorrere liberamente, invece di congestionarlo con degli inutili riduttori di velocita’. Traffico, semafori e smog possono restare lungo via Andrea Costa. Chissa’ che un giorno tutti i negozi non decidano di far respirare un’aria migliore ai propri clienti spostandosi in Piazza Piccinini… ma questa e’ un’altra storia.
Il Punto vs Mignogna
27 giu
In quanto timido ho imparato che, per evitare discussioni, ribaltamenti, correzioni e in generale situazioni di disagio, quando lancio un’accusa devo sempre mettere le mani avanti, raccontando fatti accertati, che inchiodino l’accusato senza dargli la possibilita’ di rigirare le mie parole o sfruttare miei errori e mancanze.
Questa metodologia evidentemente non vale per Il Punto, periodico del Partito Democratico di Bologna, che anonimamente, quindi a nome dell’intero giornale, si lancia in un curioso tentativo di screditare Daniela Mignogna con un attacco su due fronti: quello politico, contro il suo girovagare tra destra e sinistra con la sua lista civica (e fin qui, che litighino pure tra loro quanto vogliono), e quello sociale, per la campagna di sensibilizzazione “Se vuoi il mio posto prendi anche il mio handicap” che, a detta de Il Punto, pur avendo origini francesi e’ stata fatta propria da Daniela Mignogna e divulgata come iniziativa ideata da lei stessa.
Il Punto ha avuto la brillante idea di punzecchiare un’ape nel suo alveare, ignorando lo sciame che si sarebbe scatenato contro l’anonimo giornalista e il suo giornale. Il periodico L’Idea, nel suo angolo delle lettere, ha pubblicato ben tre pagine con le risposte dei lettori e di Daniela Mignogna stessa, che potete leggere anche online cliccando qui – a differenza de Il Punto, che non sono riuscito a trovare in rete tranne un ormai lontano numero del 2009.
Tutte le lettere, oltre alle naturali prese di posizione a favore di Daniela Mignogna, dimostrano unanimemente che la “vittima” de Il Punto non si e’ attribuita alcuna paternita’ dell’iniziativa, sostenendo lei stessa l’origine francese poi importata in Italia. Spetta a Il Punto ora l’onere di dimostrare le accuse fatte, anche se l’operazione di autolesionismo ormai ha colto nel segno.
Che dire, siate piu’ timidi.

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4 febbraio 2012 - 20:41 Il 13 ci proteggerà?grazie alla corsa delle 6.10 del 13 , sono riuscito ad arrivare puntuale a lavoro anche con la neve , complimenti all'azienda dei traspo...
4 febbraio 2012 - 20:35 Il parco dei Piniottimo gelato , e in più fanno delle torte buonissime. gentilissimi i proprietari
5 agosto 2011 - 20:30 Il parco dei PiniOh! Finalmente ho avuto modo di provare il gelato a "Rastin Cream", la gelateria nuova al palazzaccio. Grazie Davide per l'avviso e grazi...
28 luglio 2011 - 7:32 Il parco dei PiniFinalmente la gelateria!!! Gelato davvero buonissimo.... e in estate è aperto tutti i giorni...quindi si va sempre a colpo sicuro!!! Mi...
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