UN BLOG SU RASTIGNANO E DINTORNI
Archivio di luglio 2010
Avviso: lavori in corso
Nonostante un articolo sia gia’ pronto e il successivo sia in lavorazione, l’attuale gestore che ospita Rastignano.net purtroppo ha dei limiti che non posso piu’ accettare. Per questo motivo nei prossimi giorni potrebbero verificarsi momenti in cui il sito non sara’ funzionante, a causa dello spostamento presso un altro gestore che risponde maggiormente alle mie esigenze. Non appena apparira’ il nuovo articolo sulle iscrizioni scolastiche, gia’ anticipato in una scorsa anteprima, vorra’ dire che i lavori di migrazione saranno terminati con successo.
Il Punto vs Mignogna – atto II
25 lug
Come anticipato nei commenti, e’ uscito ormai da alcuni giorni il nuovo numero de “Il Punto”, periodico del Partito Democratico di Bologna. Ero curioso di sapere se il giornale si sarebbe ancora occupato della “questione Mignogna”, soprattutto in merito alle accuse sulla paternita’ de “Se vuoi il mio posto prendi anche il mio handicap”.
Ebbene si’, al corsivo del precedente numero ora segue uno spazio interamente dedicato alla risposta di Daniela Mignogna che, questioni politiche a parte, precisa la realta’ dei fatti in merito all’iniziativa sui posti auto per disabili, come gia’ lei stessa e molti altri sostenitori avevano fatto nel gruppo di Facebook, su L’Idea e qui su Rastignano.net.
Certamente un gesto lodevole de “Il Punto”, che pero’ diventa confuso nella risposta a seguire:
(…) Rileviamo, pero’, che nel suo articolo la consigliera Mignogna non confuta il punto centrale del corsivo pubblicato nello scorso numero del nostro giornale, tanto meno quella di essere stata candidata lo stesso giorno per due diverse formazioni politiche (…)
Ma qual era il punto centrale del corsivo contestato? Quel “tanto meno” esclude la doppia candidatura. Sulla paternita’ dei parcheggi e’ stata data risposta. Manca solo la questione sulla difficolta’ di lettura del bilancio comunale: speriamo non fosse davvero il punto centrale del corsivo, non solo perche’ occupava la miseria di 6 righe su 46, ma anche perche’ su questo argomento il dente avvelenato non ce l’ha solo Daniela Mignogna ma anche altri, come Marco Malpensi, della direzione de “L’Idea”: nell’ultimo numero del periodico dell’Associazione omonima, Malpensi ricorda che:
(…) Il nostro giornale ha, piu’ volte, messo in evidenza l’impossibilita’ di entrare nel merito della gestione del Comune utilizzando soltanto le scritture del documento ufficiale di bilancio (quello imposto dallo Stato) se non e’ accompagnato da altre informazioni a corredo; nessuno ci ha mai smentito ed i nostri suggerimenti non hanno avuto seguito. (…)
Ok. Posto che sulla questione “Se vuoi il mio posto prendi anche il mio handicap” un bel “ci siamo sbagliati” non lo leggeremo mai, ho notato un’interessante novita’: il corsivo dell’ultimo numero de “Il Punto” reca come firma “La Redazione”. Come ho scritto nel precedente articolo, uno scritto non firmato e’ automaticamente collegato all’intera redazione: notate come sia stato dato peso ad un’accusa lieve e non necessaria, rispetto a ben piu’ gravi e maldestre zappate sui piedi.
Cara Trenitalia…
14 lug
Da una lettera di Logan a Trenitalia. Rastignano, 13 luglio 2010.

La foto e' del 27 giugno, la lettera del 13 luglio. Nulla e' cambiato, e' forse colpa mia? Poco importa, con questa lettera di sicuro tutto si sistemera'.
Buondi’,
siamo entrati nella quinta settimana in cui la biglietteria automatica della stazione di Rastignano mostra, nel display, “Allarme scasso”. Ammetto le mie colpe nel comunicare soltanto oggi questo problema, ma davo erroneamente per scontato che la biglietteria automatica automaticamente (chiedo scusa per il gioco di parole) avvisasse del problema qualcuno, ad esempio tramite la stessa connessione che sembra avere il monitor a fianco con gli orari dei treni.
La obliteratrice a destra del distributore e’ anch’essa rotta. E’ il meno, ce ne sono altre, non vorrei deste priorita’ a quella rispetto al resto. Anzi, per il momento fate finta che io non vi abbia mai parlato dell’obliteratrice.
Anche la biglietteria automatica nel piazzale Est di Bologna Centrale e’ spenta. In realta’ non l’ho mai vista accesa, e’ forse una biglietteria automatica finta?
Tra l’altro i due tabaccai della stazione di Bologna Centrale si lamentano con me, un banale cliente, che e’ da un mese che attendono i tagliandi da 10km. Chi vi gestisce le stampanti e’ lo stesso che gestisce le biglietterie automatiche?
Concludo dicendo che la signora che nella Tabaccheria Amaduzzi di Rastignano mi ha accolto, non aveva idea di cosa stessi parlando quando le ho chiesto dei biglietti del treno per Bologna. Ma e’ la tabaccheria che e’ indicata nella biglietteria automatica di Rastignano!
Quando avrete cambiato il toner riprendendo cosi’ a stampre i tagliandi da 10km, ne potete dare un po’ anche a lei per favore?
Attendo riscontro, cordiali saluti.
Si e’ sciolta la Cremeria
12 lug
Il “centro” di Rastignano e’ caratterizzato da una serie di locali che si snodano lungo via Andrea Costa.
Detta cosi’ sembrerebbe una cosa romantica e tipicamente da borgo antico o da viale turistico estivo. In realta’ via Andrea Costa e’ un pezzo di Futa, ovvero la statale che collega Bologna a Firenze, giorno e notte costantemente attraversata da fiumi di macchine.
In attesa che il Comune di Pianoro dia motivo ai commercianti di credere di piu’ in Piazza Piccinini, il giusto centro di Rastignano lasciato li’ a morire d’inedia, abbandonato dal mercato del sabato, dai mezzi pubblici e dalle iniziative locali, ci tocca vivere con quello che c’e’ e sfruttarne le sue offerte.

Dove un tempo sorgeva la Cremeria del Borgo ora c'e' un locale in affitto. La Pizzeria da asporto a fianco tiene benone, e per un gelato c'e' lo Spritz Bar...
Una di queste e’, ops, “era” la Cremeria del Borgo, che ha chiuso i battenti da un po’ di tempo, perdendo di fatto questa stagione estiva e lasciando il cuore “futaiolo” di Rastignano privo di una gelateria artigianale. Di fianco si trovava -e si trova tutt’ora- la pizzeria d’asporto Speed Pizza che, per farvi capire il successo, ha un tempo medio di attesa superiore ai 40 minuti. Evidentemente la consegna a domicilio non ha aiutato la gelateria, che aveva bisogno di clienti fisicamente in loco.
Personalmente, ripeto, personalmente, trovavo i gelati della Cremeria del Borgo eccessivamente zuccherati, poco cremosi (o “ghiacciati”, in pratica come se non fossero mai fatti sul momento ma tenuti in uno scomparto del ghiaccio troppo freddo) e persino costosi (un euro e settanta per la cialda piccola quest’anno sarebbe stato un prezzo normale, ma l’anno scorso era piu’ alto di svariate gelaterie della concorrenza).
E poi quegli orari… la chiusura alle 21? Alle 21 inizia la serata, molte famiglie nemmeno hanno finito di cenare! Stesso discorso nell’apertura straordinaria della domenica, dalle 11 alle 13: ok, e’ un orario perfetto per chi deve prendere una vaschetta da portare ad amici o parenti per pranzo, ma dopo pranzo? Stesso problema con l’apertura pomeridiana. Per esempio, il sabato volevate fare una bella passeggiata per smaltire il pranzo e godervi l’aria del parco gustando un gelato. Seee! La gelateria apriva alle 16. Alle sedici?!?! Fortuna che i bar vendevano i confezionati, ma a quel punto tanto valeva starsene in casa…
Anche il sito web -www.cremeriadelborgo.it- ha chiuso i battenti insieme al locale, e ora per godersi un gelato e’ necessario spostarsi altrove: ma dove? Conoscete valide gelaterie in zona? Facebook non e’ stato molto d’aiuto, speriamo in qualche commento a seguito di questo articolo.
Anteprima: Cremeria del Borgo
Mentre i commenti all’articolo Il Punto vs Daniela Mignogna abbondano, e’ ormai ultimato il prossimo articolo dedicato alla (fu) Cremeria del Borgo. Se volete dedicare un pensiero alla gelateria di Rastignano e/o volete suggerire gelaterie alternative in zona, siete ancora in tempo, trovate il link su Facebook cliccando qui!
Per la vostra sicurezza
6 lug
Rastignano e’ un paese moderatamente piccolo e difficilmente ci sono persone che si presentano in stazione con piu’ di 5 minuti di anticipo. Chi arriva in fondo alle scale del binario 2 della stazione di Rastignano, dove e’ posizionata la biglietteria automatica, e si trova uno spettacolo come quello della foto qui a fianco, e’ costretto ad andare a comprare il biglietto nell’unico locale che li vende, ovvero la tabaccheria Amaduzzi di Rastignano.
Quest’ultima si trova a 350 metri lungo Andrea Costa, dove le auto regolarmente parcheggiano nel percorso pedonale. Per il momento ignoriamo il rischio di essere investiti dalle auto perche’ costretti in un tratto a camminare sulla strada. Se contiamo l’andata, l’acquisto del biglietto e il ritorno, passano almeno 10 minuti con la quasi certezza della perdita del treno.
Ma torniamo al distributore automatico di biglietti: ho provato ad ipotizzare cosa possa essere successo. Chiamiamo “signor Fesso” il nostro protagonista.
Il signor Fesso va sempre a fare il biglietto del treno la sera prima: non vuole avere sorprese, ne’ vuole essere messo sotto dalle auto per andare a prendere il biglietto in tabaccheria. Arriva davanti al distributore, seleziona la stazione di Bologna e inserisce l’Euro. Ohibo’, la moneta si incastra dentro alla fessura! Il signor Fesso e’ un po’ irritato. Batte un paio di colpi sulla fessura, ma non succede nulla. Preme quindi il pulsante di restituzione delle monete a fianco della fessura: niente. Lo ripreme, niente. Un altro pugno sul distributore, il Signor Fesso ha ormai perso la pazienza. Preme ripetutamente e con tanta forza il pulsante di restituzione, che quest’ultimo si deforma nella parte inferiore.

Il tunnel della stazione di Rastignano imbrattato da: un tubo interno che perde letame; uno scarabocchio privo di significato; tre volantini abusivi di nostalgici maleducati.
Turbato dalla ormai certa perdita dell’Euro, il Signor Fesso cerca altri pulsanti che possano dargli una qualche risposta: ne trova uno piu’ a destra, sotto ad un adesivo bianco che non si disturba neanche a leggere. Preme il pulsante ma il risultato non cambia. Che senso ha? Maledetta macchinetta! Folle di rabbia ma disarmato di ogni speranza, il nostro protagonista decide di tornare a casa: passa sotto al tunnel dei binari, e mentre raggiunge la nuova rotonda di via del Cappello nota sulla destra i cassonetti delle immondizie, dove la gente lascia fin troppo spesso robaccia per terra. Un lungo ferro appare nel cumulo di schifezze, e il signor Fesso decide di armare la propria speranza. “Forse posso aprire il distributore, riprendermi la moneta e richiuderlo”, pensa. Prende il ferro, torna al distributore e prova a forzarlo sulla destra. Spingi, spingi, spingi, si apre una fessura, ma la fatica e’ troppa, e il signor Fesso e’ stremato.
Insomma, non solo la perdita delle monete, ma anche quella dell’onore: per il nostro protagonista la situazione e’ pura follia, ci vuole una vendetta. Pertanto, con lo stesso attrezzo usato per cercare di scassinare il distributore, punta verso la tastiera, e assesta un colpo che la sfonda. Il signor Fesso infila la mano nel buco creatosi, cercando la sua moneta, il suo Euro. Saltano fuori cavi di connessione, nient’altro.
Al signor Fesso non restano che le imprecazioni, che lo accompagnano mentre torna definitivamente a casa.
Questa storia che, ripeto, e’ totalmente inventata sulla base della misera foto che vi ho mostrato, non nasconde due riflessioni che mi sono balzate in mente alla visione del distributore. Innanzi tutto, perche’ cercare di forzare il distributore, quando tutta la lamiera si trova all’interno di una cornice di ferro? E’ ovvio che non verra’ mai via: anche forzando un lato, gli altri tre rimangono dentro alla cornice. Secondo: ma chi ha fatto il danno, quando ha guardato il distributore, non ha proprio buttato l’occhio su quell’enorme adesivo bianco che si trovava di fronte ai suoi occhi? Quello con scritto “Per la vostra sicurezza, il locale e’ videosorvegliato”?
Forse era un utente arrabbiato, un ladro, un teppista… di sicuro so che non e’ stato molto arguto: non a caso si chiamava “signor Fesso”…
Un’autostrada in Valleverde
2 lug
Devo dei ringraziamenti al periodico L’Idea non soltanto per lo spazio che in passato mi ha offerto, ma anche per avermi dato una spinta a riprendere Rastignano.net, complice una lettera giunta nella loro redazione e che hanno pubblicato nel numero di maggio – giugno 2010.

Da sinistra a destra: parcheggio (grigio), parco (verde), edificio EdilCri (bianco), EdilPianoro (giallo chiaro e bordeaux) e preesistente (giallo).
Piccola premessa: nel ferro di cavallo formato da via Valleverde, via del Cappello e via Togliatti, EdilPianoro ed EdilCri stanno costruendo due edifici, composti rispettivamente da una cinquantina e una trentina di appartamenti ciascuno. La planimetria dell’intero progetto e’ visibile nell’immagine qui a fianco, che gia’ permette una visione di insieme che commenteramo al termine di questo documento. La lettera pubblicata da L’Idea e’ visibile cliccando qui, io ne prendero’ qualche estratto, senza snaturarne il concetto.
“Cera una volta via Valleverde, verde di alberi e di cespugli nelle case tra cui si snodava”…
Questo poetico inizio e’ fuorviante perche’ fa credere che l’intera via sia stata soggetto dei lavori, quando in realta’ sono stati coinvolti solo i primi cento metri, come una parte della lunghezza della parallela via Togliatti. L’intera via Valleverde, che e’ ancora “verde di alberi e di cespugli nelle case tra cui si snodava”, si snoda e si snodera’, e’ una via che in totale supera il chilometro di lunghezza. Inoltre nell’immagine a fianco, cosi’ come nella planimetria mostrata sopra, si nota chiaramente come l’area verra’ occupata dagli edifici per due terzi del lotto circa. Il restante terreno verra’ occupato da un parchetto, i giardini degli appartamenti al piano terra e un parcheggio lungo via del Cappello.
…”ma l’uomo vi aveva lasciato un segno di disordine per edifici abbandonati finché giunse l’amministrazione comunale per un risanamento dell’area. Sono stati tagliati gli alberi e sono state concesse licenze di costruire due brutture edilizie che rispondono agli interessi degli stessi costruttori, ma che mal si intonano con le piccole case e palazzine della via.”
Qui entra in gioco la politica, che mi trova nettamente d’accordo con il lettore, perche’ gli interessi in gioco sia del il Comune di Pianoro che dei costruttori sono molto elevati. Tuttavia e’ stato scelto il male minore, contando che poteva esserci il rischio di un’oscenita’ come il Palazzaccio che fa capolino da dietro la stazione o, ancor peggio, di rivedere edifici industriali questa volta in funzione, con chissa’ quante polemiche inquinatorie a seguire.
“Non è bastato portare in Valleverde lo smog del traffico con la costruzione dell’”autostrada” di via del Capello fino a via Buozzi senza nessun riduttore di velocità”…
Cerchero’ di essere quanto piu’ breve possibile per farvi capire l’incongruenza di questa frase con il tempo e il luogo in cui viviamo.
Innanzi tutto il collegamento con via Buozzi non e’ nuovo, ma sostituisce il precedente, che si inoltrava di 50 metri dentro a via Valleverde e portava, appunto, in via Buozzi. La nuova strada non solo assicura un collegamento piu’ sicuro e diretto con quest’ultima via, ma elimina anche il traffico tra via Valleverde e via Di Vittorio. Il lettore dovrebbe gioire per il minore smog da essa provocato e per il traffico allontanato dalle due file di case di via Di Vittorio.

Il riduttore di velocità lungo la "prima" salita di via del Cappello, per salvaguardare la striscia pedonale. Inquinante per chi sale, distruggi-auto per chi scende.
Inoltre un riduttore di velocita’ e’ completamente privo di senso: la strada e’ vietata ai pedoni e quindi senza strisce pedonali, la salita e’ molto ripida e le auto non riescono ad affrontarla ad alta velocita’, mentre nella discesa sono costrette a frenare perche’ in fondo c’e’ una rotonda. I lettore ignora che i riduttori di velocita’ servono esclusivamente per mettere in sicurezza i pedoni (e di questo ne riparleremo con un articolo su via Corelli), ma creano un enorme inquinamento. Basta vedere l’immagine qui a lato: il riduttore di velocita’ costringe le auto in salita a rallentare fin quasi a fermarsi, mettere in prima o spremere la seconda, ripartendo di forza con un non indifferente sputo di gas dai serbatoi. Uno studio della Britain’s Automobile Association riporta che a causa delle continue accelerazioni e frenate, su una strada intervallata dai rallentatori le emissioni di monossido di carbonio crescono dell’82%, mentre quelle di ossidi di azoto del 37%. Hanno sfatato poi la credenza secondo cui al diminuire dell’andatura diminuiscono proporzionalmente le emissioni: a 20 miglia orarie le emissioni sono più alte del 10% rispetto ai valori fatti registrare a 30 miglia.
“Il povero residente non sa dove andranno a parcheggiare le 80 nuove auto o come potranno circolare nelle stesse strette strade”…
Il povero residente potrebbe essere meno pigro del nostro lettore e fare una telefonata a EdilPianoro o collegarsi al loro sito web per avere una copia della piantina dell’isolato (come quella mostrata in cima all’articolo), in cui risulta chiaro il risultato finale. Oltre ai due edifici di cui sopra, ci saranno anche una sessantina di posti auto lungo via Valleverde, un’altra trentina all’interno di via del Cappello, con ingressi su Togliatti e Valleverde, e un piccolo parco che separa quest’ultimo parcheggio dagli edifici. Via Togliatti diventera’ una strada a due corsie con totale divieto di parcheggio (tranne nei due spiazzi posti alle estremita’ della via) e sara’ collegata a via Valleverde da dei camminatoi.
Il mio augurio e’ che nessuno prenda realmente sul serio quella lettera. E’ inutile girarci intorno: via Buozzi e via del Cappello saranno il fulcro del traffico che portera’ in via Corelli nei mesi a venire, ed e’ meglio che tale traffico venga dirottato su quella che il lettore chiama “autostrada” -in realta’ e’ una banale stradina a due corsie- e lasciato scorrere liberamente, invece di congestionarlo con degli inutili riduttori di velocita’. Traffico, semafori e smog possono restare lungo via Andrea Costa. Chissa’ che un giorno tutti i negozi non decidano di far respirare un’aria migliore ai propri clienti spostandosi in Piazza Piccinini… ma questa e’ un’altra storia.

Anteprima: la scuola viaggia nel tempo!
Una lettera curiosa e’ giunta a tutti i genitori che hanno iscritto i propri figli al primo anno della scuola dell’infanzia di Rastignano. Perche’ “curiosa”? Lo scopriremo insieme nell’articolo che apparira’ entro pochi giorni qui su Rastignano.net! Nel frattempo inauguriamo il nuovo spazio riservato agli ultimi commenti che viene ospitato nel menu a destra. Ora appare anche l’immagine (per crearne una propria e’ sufficiente caricarla in questo sito) e una breve anteprima di quanto e’ stato scritto. Beh approfittatene per… commentare!